Gli incubi di un Cavaliere (dal Vernacoliere di ottobre)

Pubblicato: 5 novembre 2013 in Vernacoliere
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Silvio: “Bondi, presto, vieni qui”.
Bondi: “Che succede, sire?”.
S: “Un incubo, un terribile incubo”.
B: “Posso fare qualcosa, sire?”.
S: “Sì, portami una tazza di tè verde, dei biscotti al cioccolato e una sedicenne col pube rasato. Ah, mettici della panna”.
B: “Sui biscotti o sul tè?”.
S: “Sulla sedicenne”.
B:“Sarà fatto sire, ma di grazia mi racconti cosa ha sognato”.

S: “È stato terribile, Bondi. Peggio di quella volta in cui sognai di essere pugnalato alle spalle da D’Alema”.
B: “Si sfoghi sire, sono tutto orecchie”.
S: “La Cassazione mi aveva condannato a 4 anni di reclusione per evasione fiscale”.
B: “Nulla di strano fino a qui”.
S: “Già. Ma la cosa assurda è che nessuno dei nostri parlava di sentenza già scritta, di toghe rosse, di uso politico della giustizia. Nessuno minacciava manifestazioni di piazza, cadute di governo, occupazioni di autostrade”.

B: “Nessuno?”.
S: “Nessuno. Neanche Alfano”.
B: “Neanche lui…”.
S: “No. Anzi, diceva in conferenza stampa che il partito non poteva permettersi un leader pregiudicato e che avrebbe votato la mia espulsione. E tutto questo senza scodinzolare”.
B: “E i vari Cicchitto, Gasparri, Brunetta, Lupi?”.
S: “Sostenevano che la legge è uguale per tutti, dunque anche per me”.
B: “E la Santanchè cosa diceva?”.
S: “Esattamente la stessa cosa, ma gracchiando come una cornacchia imbottita di chetamina”.

B: “I media amici avranno fatto sicuramente qualcosa…”.
S: “Nulla. Sulle reti Mediaset nessun servizio in prima serata sui calzini del giudice Esposito, nessuno speciale, nessuna intervista al sottoscritto con contraddittorio di Ghedini”.
B: “E Belpietro?”.
S: “Aveva scritto un editoriale intitolato ‘Perché Berlusconi non può governare l’Italia’ ”.
B: “E Sallusti?”.
S: “Aveva scritto un editoriale intitolato ‘Perché l’Italia non può essere governata da Berlusconi’ “.
B: “Santi numi”.

S: “Bondi, Bondi. Non mi sento bene, devo vomitare. Apri la bocca”.
B: “Sire, stia calmo, non si preoccupi”.
S: “E perché mai?”.
B: “Perché siamo in Italia”.
S: “È vero. Me lo stavi quasi dimenticando…”.

(a questo punto entra la sedicenne e Berlusconi le spiega il suo punto di vista sulla Tobin tax)

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