Renzi, Palazzo Chigi ed #enricostaiserenoilcazzo

Pubblicato: 19 febbraio 2014 in Pensieri sparsi
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Matteo Renzi Wiki

Egocentrico, accentratore, arrivista ma anche doppiogiochista, demagogico e presuntuoso. Poi ci sono i difetti. Matteo Renzi, il giovane Renzi, ha ricevuto da Napolitano l’incarico di formare un nuovo governo. Bello, vero? Forse sì, ma i tempi e, soprattutto, i modi destano qualche perplessità, soprattutto in coloro che non utilizzano la testa come portaoggetti.

Perplessità che partono dalla gestione dei rapporti con Enrico Letta, il premier uscente noto al grande pubblico per il suo lodevole impegno nel rigirarsi i pollici in senso antiorario. Vi ricordate cosa diceva il buon Matteo di Enrico Letta quando era ospite da Daria Bignardi? “Lanciamo un hashtag: #enricostaisereno. Nessun ti vuol prendere il posto, vai avanti, fai quello che devi fare”. Già, nessuno voleva prendergli il posto, tantomeno lui. “Non vorrebbe fare il Presidente del Consiglio?”– gli chiese la Bignardi, e lui (con il candore di uno scolaretto che sta recitando la preghierina, ma che in cuor suo vorrebbe mozzare la coda a tutte le lucertole del quartiere): “Passando dalle elezioni, non passando dagli inciuci di Palazzo”. Ecco, bisognava passare dalle elezioni. E allora perché non l’ha fatto? Che ne so, non sono mica Baricco.

Occhio alle date: queste cose il buon Renzi le diceva il 17 gennaio. Il 14 febbraio, meno di un mese dopo, Letta, “sfiduciato” dall’ex sindaco di Firenze, consegnava a Napolitano le sue dimissioni irrevocabili (un San Valentino di merda per Letta, che ha dovuto passarlo con la moglie).

Ora è lecito porsi un paio di domande: come mai Renzi ha cambiato idea in così poco tempo? E, soprattutto, riuscirà a fare lui quello che non ha fatto Letta? Un quesito, quest’ultimo, non affatto scontato, a meno che non siate Renzi. Già, perché, proprio come il suo predecessore, anche lui non potrà contare su una maggioranza politica, ma dovrà accontentarsi di un governo di larghe intese. I maliziosi dotati di memoria a medio termine ricorderanno che, in un’intervista rilasciata all’Unità lo scorso 20 ottobre, Renzi dichiarò: “Se vinco io mai più larghe intese”. Ma su questo punto sembra aver tenuto fede alla parola data, considerando che nella coalizione di governo mancano i rettialiani.

Insomma, ha fatto le scarpe a Letta dopo averlo sostenuto e rincuorato, e si buttato a capofitto nelle larghe intese dopo averle rinnegate e demonizzate. Un modus operandi che gli ha regalato Palazzo Chigi, ma che di coerente non ha proprio nulla. Ah, Berlusconi ha detto che lo stima. Ecco, la prossima volta che vi masturbate sotto la doccia pensate a questo.

(FOTO DA WIKIPEDIA)

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