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Locandina 03-2014

Mafia Capitale, Berlusconi tuona: “Avete visto lo scempio di Roma. Non possiamo accettare che la città più antica del mondo, la nostra capitale possa essere gestita ancora da chi è compromesso da quanto è accaduto. E ora scusate, c’è l’udienza di un processo alla quale non intendo presentarmi”.

PD, Renzi tira dritto sul Jobs Act, Civati annuncia la scissione: “Ok, resto”.

Salvini seminudo sulla copertina di Oggi: “Sono abituato a ridere di me stesso”. Che coincidenza! Anche il resto del mondo è abituato a ridere di Salvini.

 

Malore in diretta tv per Massimo Giletti: stava talmente male che a un certo punto sembrava dicesse delle cose sensate.

Mafia Capitale, in alcune intercettazioni si parla di “La Russa malato di sorca”. Che, obiettivamente, suona molto meglio di “La Russa Ministro della difesa”.

Matteo Renzi annuncia l’inasprimento delle pene per chi si macchia del reato di corruzione. Le sanzioni saranno talmente severe che i condannati potranno riscrivere la Costituzione assieme a lui.

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Beppe Grillo

Tanti anni fa viveva un imperatore che amava moltissimo i vestiti. Ne aveva uno diverso per ogni ora del giorno e ne comperava sempre di nuovi e raffinati: aveva un vestito a favore dell’Euro e uno contro l’Euro; uno con su scritto “Rodotà Presidente della Repubblica” e uno con su scritto “Rodotà ottantenne miracolato dalla rete”; uno nero e uno rosso; tantissimi con la scritta “Vaffanculo”. Cambiare vestito gli piaceva moltissimo e il popolo lo seguiva e lo acclamava qualsiasi cosa indossasse, anche se gli stava di merda. L’imperatore era conosciuto anche col nome di “Re Grillo” e girava sempre assieme a Gianroberto, il gran visir in grado di prevedere il futuro con una percentuale di errore che oscillava mediamente tra i 7 e gli 8 secoli.

Un bel giorno in città arrivarono 2 impostori che, spacciatisi per tessitori, annunciarono agli abitanti di possedere la stoffa più bella del mondo. La stoffa si chiamava Ukip ed aveva una grande particolarità: quella di risultare invisibile alle persone stupide. L’imperatore ne fu subito entusiasta e disse ai suoi cortigiani: “Belin, questa Ukip è meravigliosa, i ragazzi dell’Ukip sono meravigliosi, non come quei morti dei Verdi che vendono robaccia nelle periferie del regno”; e ordinò ai 2 sarti di confezionare un nuovo vestito che avrebbe indossato in occasione del decimo anniversario del suo blog.

I 2 sarti si fecero consegnare ingenti quantità di seta e di oro per confezionare l’abito, e finsero di lavorare giorno e notte, ma sul telaio non filavano alcuna stoffa. Passarono 20 soli e 20 lune, e Re Grillo, incuriosito, decise di mandare i suo emissari Crimi e Lombardi a vedere come precedevano i lavori. I 2 luogotenenti non riuscirono a vedere alcuna stoffa, ma, temendo di passare per stupidi, circostanza mai verificatasi nella loro vita, si complimentarono con i tessitori per la bellezza della stoffa e riferirono a corte ogni sorta di meraviglia.

Finiti i lavori, i tessitori si presentarono a castello; qui vennero accolti dai consiglieri Morra, De Maio e Di Battista che, pur non riuscendo a vedere la stoffa, tributarono loro ogni sorta d’onore per il meraviglioso vestito: anche loro 3, infatti, avevano paura di sembrare stupidi agli occhi del regno.

Venne poi il turno dell’imperatore: anche lui, in cuor suo, temeva di non riuscire a vedere la preziosa stoffa e, quando i tessitori si presentarono nelle sue stanze, il suo timore divenne realtà. Ma non si perse d’animo e, dinnanzi alla corte tutta, finse grandissima soddisfazione per la creazione dei tessitori e decise di conferir loro il titolo nobiliare di “Social media manager”. Poi “indossò” la stoffa invisibile e uscì per le strade della città accompagnato dai suoi fedelissimi.

“Com’è bello il vestito dell’imperatore”, “Non ho mai visto niente di più bello”, “Questo sì che è un vestito, altro le camice di merda di Matteo Renzi”, bisbigliavano i sudditi mentre l’imperatore, altezzoso, girava per la città. I complimenti arrivavano da destra e da ultradestra, e il gran visir Gianroberto, che aveva previsto tutto, decise di lanciare l’hashtag #vestiamonoi. La processione andava avanti tra ovazioni e schizzi di sperma, fino a quando un bimbo di nome Pizzarotti urlò a gran voce: ”Ma che ci fa l’imperatore col cazzo fuori? Non vedete che è nudo?”. Il popolo lo guardò ammutolito e, dopo una consultazione su Facebook durata 30 secondi, decise democraticamente di impalarlo.

La voce che il sovrano fosse nudo, però, iniziò a diffondersi velocemente tra la folla e l’imperatore, credendo di poter essere colto in fallo, decise di distrarre l’attenzione dei sudditi urlando la prima cazzata che veniva in mente: “Popolo, siamo pronti a parlare di legge elettorale col PD”.

E vissero tutti felici e contenti.

(racconto liberamente ispirato alla favola di Andersen “Quello che farei in macchina con la Boldrini”)

Vernacoliere copertina febbraio

Quando ho sentito che Renzi avrebbe incontrato Berlusconi per parlare della legge elettorale ero entusiasta. Pensavo: ma che grande Renzi, lo fa andare lì con la scusa della legge elettorale, poi gli rovescia addosso 10 secchiate di piscio e gli dà del bischero. Che grande, Matteo. Ridevo e immaginavo i titoli cubitali dei giornali: “Renzi invita Berlusconi al Nazareno e gli dà del bischero”, “Berlusconi va da Renzi per discutere la legge elettorale e ne esce fradicio di piscio”, “Secchiate di piscio su Berlusconi, che ne esce più pulito di prima”.

E come facevo a non ridere? Renzi, il giovane Renzi, era quello che Berlusconi voleva rottamarlo. Era quello che su Twitter scriveva così:

Berlusconi sa che se vinciamo noi, lui è il 1′ rottamato. Normale dunque che faccia il tifo per Bersani o Vendola.Ma noi vinciamo lo stesso (16 settembre 2012)

Per un partito come il mio sarà un grande giorno quando riuscirà a far capire che Berlusconi va mandato in pensione #oltrelarottamazione (21 maggio 2013)

Finito il teatrino di Berlusconi, il Governo ha l’occasione di voltare pagina, finalmente. Non la sprechi! #enews (3 ottobre 2013)

Poi, a quanto pare, il giovane fiorentino ha contratto una malattia neurologica che gli addetti ai lavori chiamano in gergo tecnico “sono stato eletto segretario del PD e voglio fare il premier” e di colpo ha dimenticato i buoni propositi. Non entriamo nel merito di quanto si sono detti, ma atteniamoci alla forma: il segretario del PD ha parlato di legge elettorale con un pregiudicato. E lo anche invitato a casa sua. “Prego, si accomodi Cavaliere, le troie le prende con o senza zucchero?”.

Ora la domanda è soltanto una: ma se Berlusconi era da rottamare solo un anno fa, perché ora che è stato condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per frode fiscale e che è decaduto da senatore è diventato un interlocutore credibile? E la risposta, come al solito, è una sola: che vuoi farci? È il PD.

Matteo Renzi Wiki

Egocentrico, accentratore, arrivista ma anche doppiogiochista, demagogico e presuntuoso. Poi ci sono i difetti. Matteo Renzi, il giovane Renzi, ha ricevuto da Napolitano l’incarico di formare un nuovo governo. Bello, vero? Forse sì, ma i tempi e, soprattutto, i modi destano qualche perplessità, soprattutto in coloro che non utilizzano la testa come portaoggetti.

Perplessità che partono dalla gestione dei rapporti con Enrico Letta, il premier uscente noto al grande pubblico per il suo lodevole impegno nel rigirarsi i pollici in senso antiorario. Vi ricordate cosa diceva il buon Matteo di Enrico Letta quando era ospite da Daria Bignardi? “Lanciamo un hashtag: #enricostaisereno. Nessun ti vuol prendere il posto, vai avanti, fai quello che devi fare”. Già, nessuno voleva prendergli il posto, tantomeno lui. “Non vorrebbe fare il Presidente del Consiglio?”– gli chiese la Bignardi, e lui (con il candore di uno scolaretto che sta recitando la preghierina, ma che in cuor suo vorrebbe mozzare la coda a tutte le lucertole del quartiere): “Passando dalle elezioni, non passando dagli inciuci di Palazzo”. Ecco, bisognava passare dalle elezioni. E allora perché non l’ha fatto? Che ne so, non sono mica Baricco.

Occhio alle date: queste cose il buon Renzi le diceva il 17 gennaio. Il 14 febbraio, meno di un mese dopo, Letta, “sfiduciato” dall’ex sindaco di Firenze, consegnava a Napolitano le sue dimissioni irrevocabili (un San Valentino di merda per Letta, che ha dovuto passarlo con la moglie).

Ora è lecito porsi un paio di domande: come mai Renzi ha cambiato idea in così poco tempo? E, soprattutto, riuscirà a fare lui quello che non ha fatto Letta? Un quesito, quest’ultimo, non affatto scontato, a meno che non siate Renzi. Già, perché, proprio come il suo predecessore, anche lui non potrà contare su una maggioranza politica, ma dovrà accontentarsi di un governo di larghe intese. I maliziosi dotati di memoria a medio termine ricorderanno che, in un’intervista rilasciata all’Unità lo scorso 20 ottobre, Renzi dichiarò: “Se vinco io mai più larghe intese”. Ma su questo punto sembra aver tenuto fede alla parola data, considerando che nella coalizione di governo mancano i rettialiani.

Insomma, ha fatto le scarpe a Letta dopo averlo sostenuto e rincuorato, e si buttato a capofitto nelle larghe intese dopo averle rinnegate e demonizzate. Un modus operandi che gli ha regalato Palazzo Chigi, ma che di coerente non ha proprio nulla. Ah, Berlusconi ha detto che lo stima. Ecco, la prossima volta che vi masturbate sotto la doccia pensate a questo.

(FOTO DA WIKIPEDIA)